Soltanto l’11% degli immobili ristrutturati fa parte di una delle tre prime classi energetiche, ovvero A, A+ e B. Un dato allarmante, quello raccolto dall’Istituto per la competitività I-Com in concerto con Enea e Fiap che ha tenuto conto delle risposte di oltre 500 operatori del settore. Eppure sempre più agenti immobiliari si rendono conto di quanto sia importante vendere case a risparmio energetico.

Case a risparmio energetico, qualche dato

Il 51% degli acquirenti e il 40% dei venditori hanno una «capacità almeno sufficiente» di «saper valorizzare le caratteristiche energetiche di un immobile» mentre più della metà degli operatori non considera efficace l’Ape (Attestato di prestazione energetica) per poter vendere meglio. Interessanti i numeri sul perché le case a risparmio energetico siano ancora poco apprezzate. Poco meno del 50% (per la precisione, il 46,2%) teme la spesa più elevata, l’altra metà è divisa tra chi culturalmente non ha consapevolezza ambientale (Il 31%) e chi non è convinto dei sistemi di etichettatura energetica (il 28%).

Green i nuovi immobili e le case di lusso

Franco Amore, vicepresidente di I-Com, ha dichiarato che se per le nuove costruzioni e gli immobili di lusso, il tema dell’efficienza energetica è preso parecchio in considerazione, non si può dire la stessa cosa per gli edifici esistenti. Il problema – spiega il dirigente della società – va affrontato a partire da chi è protagonista del mercato immobiliare, sia chi acquista che chi compra. Vanno resi, inoltre, disponibili strumenti idonei per codificare e comunicare le prestazioni energetiche degli edifici.

Il fisco e il risparmio energetico degli immobili

Con l’entrata in vigore (dal 31 dicembre 2016) della nuova Legge di Stabilità, si registrano agevolazioni fiscali per il risparmio energetico. Sarà possibile detrarre le spese relative ai miglioramenti delle prestazioni energetiche della propria casa o parti comuni di condomini grazie all’Ecobonus 2017.